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Museo all’aperto Bilotti: arte contemporanea a Cosenza

La cultura è bella quando è gratis, diceva qualcuno.

La cultura è bella sempre, direi io. Ma quando è all’aria aperta, allora, è insuperabile. Tra le meraviglie della Calabria, un piccolo fiore all’occhiello si trova nel pieno centro di Cosenza. Basterà infatti imboccare il noto Corso Mazzini per ammirare il MAB, il Museo all’aperto Bilotti.

Antichi palazzi, negozi, piazze: il tutto si incastra bene nello scenario cittadino e ne diviene un elogio all’arte contemporanea.

Il MAB, Museo all’Aperto Bilotti è un progetto reso possibile grazie alle donazioni dei mecenati cosentini Carlo, Enzo e Roberto Bilotti che permette a chiunque di fruire di un percorso di elevato valore artistico. 15 opere, 15 occasioni meraviglie che rafforzano la consapevolezza del patrimonio culturale della città.

Apro ufficialmente la caccia al tesoro all’opera all’aria aperta:

  1. TESTA DI CARIATIDE di Amedeo Modigliani (statua in bronzo)

Parte della serie di Caraitidi che rappresentano la sintesi della cultura di Modigliani. Unico bronzo monumentale di Modigliani in Italia, la statua venne esposta nel 2006 nel cortile del Borromini di Sant’Ivo alla Sapienza in Roma.

2. IL CARDINALE IN PIEDI di Giacomo Manzù (lega in bronzo)

Quinto di otto esemplari tratti dall’opera originale del 1965. Manzù, a seguito di un viaggio a Roma, rimase colpito dalla visione del Papa sul trono pontificio al cui fianco vi erano due cardinali in atteggiamento solenne. Da questa visione ne nacque l’opera, sebbene essa non abbia alcuna valenza religiosa.

3. SAN GIORGIO E IL DRAGO di Salvador Dalì (lega di bronzo, lega di ottone)

Opera ispirata al dipinto originale dell’artista Saint George et le Dragon (1977) che riporta fedelmente la tradizione secondo cui San Giorgio salvò la principessa della città libica Selern da un drago prossimo a dilaniarla. Accanto alla figura di San Giorgio anche una figura femminile con il braccio alzato in segno di vittoria.

4. I GRANDI ARCHEOLOGI di Giorgio De Chirico (lega in bronzo con patina scura)

Due archeologi seduti che meditano e ricordano le radici: fusa nel 2008. è visibile la firma dell’autore. Riuscite a vederla?

5. LA RINASCITA DELLA CULTURA di Mimmo Rotella (lega di bronzo con porzioni dorate)

Alta due metri, il maestro volle rappresentare l’allegoria della rinascita della cultura considerandola una dei pochi mezzi per sconfiggere il terrorismo e l’incomunicabilità e favorire la pace fra i popoli.

6. IL GRANDE METAFISICO di Giorgio De Chirico (lega in bronzo con patina scura e dorata)

Il soggetto è proprio De Chirico che veste i panni di un matematico e metafisico, circondato da squadre, righelli e strumenti. Nell’opera presente anche il frontone di un tempio greco, a testimoniare il suo forte legame con il mondo ellenistico.

7. I PARACARRI di Pietro Consagra (marmo travetino scolpito a mano)

Un’opera bifrontale da guardare nella sua interezza. Quattro elementi architettonici, di due metri per 50 cm, rappresentano i Quattro Paracarri  di Consagra in Grigio Bardiglio. Bianco di Arni, Rosato di Toscana e Noce di Siena e trasmettono il piacere di vivere e la fortuna della vicinanza.

8. LA GRANDE BAGNANTE di Emilio Greco (lega di bronzo)

 

Parte del secondo ciclo delle Grandi Bagnanti, tema ricorrente nell’arte di Emilio Greco, che si rifà all’arte classica rappresentando la versione moderna della Venere dell’antichità.

9. TESTA DI MEDUSA di Giacomo Manzù (lega in bronzo)

Testa di medusa, l’unica tra le Gorgoni a non avere il dono dell’immortalità. Oggetto del desiderio del dio del mare, Poseidone, scatenò le ire della dea che trasformò i suoi capelli in serpenti e fece sì che con lo sguardo trasformasse tutti in pietra, fino a quando Perseo poi non la decapitò.

10. IL LUPO DELLA SILA di Mimmo Rotella (granito verde)

Tra le ultime sculture di Rotella, realizzata nel 2005, rappresenta il simbolo della zona, il lupo nell’atto di ululare che ne evidenzia il forte legame tra arte e città. L’opera è un esemplare unico.

11. ETTORE E ANDROMACA di Giorgio De Chirico (lega in bronzo con patina scura)

Opera ispirata al dipinto dell’artista in cui Ettore e Andromaca si dicono addio. Nella scultura, Ettore saluta la donna prima di partire in battaglia, verso una morte certa: ne rimane un’opera densa di significato e profonda.

12. 13. LE TRE COLONNE e SETTE DI CUORI di Sacha Sosno (marmo di Carrara)

Il primo, un esemplare unico, opera originale, creata appositamente per il MAB. Le tre colonne sono ricavate dal vuoto del marmo che per l’artista rappresentano il simbolo della classicità e dell’identità culturale calabrese. Con ciò, si ripone in chi guarda il compito di ricomporre ciò che manca nella scultura.

Sette di cuori invece raffigura una carta da poker intagliata in marmo bianco di Carrara: il numero è riferito ai sette colli della città, il cuore invec l’amore dei fratelli Bilotti per la città.

14. FERRO ROSSO di Pietro Consagra (ferro dipinto)

Opera bifrontale, collocata lungo il MAB nel 2010, dal colore rosso acceso.

15. I BRONZI DI RIACE  di Sacha Sosno (acciaio smaltato rosso)

Opera realizzata nel 2006. esemplare unico. L’artista, così come per ‘Le tre colonne’ ne traccia solo i bordi al fine di evidenziare la ‘necessità di guardare oltre la forma stessa’.

Ora arriva il bello: perdersi nel centro di Cosenza alla ricerca della scultura più bella!

 

Info utili

tel. 0984 23303 – fax 0984 22067

museo@comune.cosenza.it

www.comune.cosenza.it

Contenuti tratti dal materiale disponibile in forma cartacea presso info point 

 

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