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Spazi Culturali: il mio 6 agosto con Luca Bianchini | TricaricOvunque

Geolocalizziamoci: siamo a Gallipoli, la mia Gallipoli, per un evento che un po’ lo sento come fosse parte di me, una mia costola per intenderci. Sì, è così che per il secondo anno consecutivo, il Comune di Gallipoli, Assessorato alla Cultura, propone Spazi Culturali, la rassegna letteraria della città. Che ci faccio io in mezzo a tutto ciò? A progettare eventi, cultura, libri, poesie e arte, io rispondo sempre presente.

Così vengono fuori 18 appuntamenti per 29 autori, 20 moderatori, 5 musicisti e 2 registi: dopo il successo della prima edizione, l’Amministrazione Comunale ha proposto un secondo appuntamento, più ricco e più intenso, per dare spazio agli autori locali e non solo.

Giovedì 6 agosto però, è stata per me, una serata speciale. Ad aprire la rassegna del mese è stato l’autore Luca Bianchini con ‘Baci da Polignano’, il sequel di ‘Io che amo solo te’ con i personaggi tanto amati come Ninella e don Mimì. Ora li ritroviamo alcuni anni dopo e anche se il tempo passa per don Mimì,  Ninella resta sempre la donna della sua vita, nonostante il destino li abbia separati più volte. La situazione però cambia all’improvviso quando Matilde, la moglie di don Mimì, perde la testa per Pasqualino, il tuttofare di famiglia.

Questa è la premessa della serata, Don Mimì e quel libro che mi ha accompagnato in ore e ore di vita quotidiana. Quel libro che diventa parte di me, i personaggi diventano miei parenti acquisiti per una storia che prende vita parallelamente alla mia. 

Qualche giorno prima, telefonicamente, Gianpiero, il direttore del Salento Book Festival che quest’anno soffia dieci candeline, mi disse che la moderatrice della serata sarei stata io.

Io. Con Luca Bianchini. Al mio fianco.

Luca Bianchini è intervistatore telefonico, autore e copywriter, Il suo romanzo d’esordio è Instant Love, pubblicato da Mondadori nel 2003. Dal romanzo del 2013 “Io che amo solo te”, due anni dopo, viene tratto il film con Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti per la regia di Marco Ponti. Scusate se è poco.

Ed io ero lì, quel 6 agosto. accanto a lui, ad intervistarlo: dalla banalità del tradurre un Polignano in Gallipoli ad una serie di domande che hanno abbracciato diverse tematiche di cui tante a tema “Pugliesità”. Che incanto, ragazz*. Che emozione. 

Perché lo racconto qui?

La bellezza delle piccole cose, come scrivo in A TU PER TOUR, deve sempre rimanere tale. Non si deve perdere quel fascino che le emozioni, talvolta adolescenziali, ci sanno dare. Ed io voglio ricordarla per sempre questa emozione, di essere al pari, simbolicamente, di qualcuno che ha qualcosa da dire. Perchè leggere libri, guardare i film relativi e poi trovarsi con l’autore accanto, non capita sempre. Io, me lo voglio ricordare, e lo voglio mettere nero su bianco.

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Grazie a Luigi Solidoro e Laura De Vita per l’intrattenimento musicale e all’associazione Esterno Notte ETS che nell’ambito del progetto EcoMostre ha messo in mostra nelle serata del 6 gli scatti raccolti nei mesi di isolamento forzato. Le foto sono ad opera dei soggetti stessi degli scatti che hanno aderito all’iniziativa social #BastaLoSguardo. Da una selezione tra le centinaia di contributi raccolti, nasce la mostra fotografica collettiva dal titolo “Quando bastano gli occhi per riconoscerci”. L’allestimento è stato inoltre realizzato grazie a innovativi espositori auto-illuminanti alimentati con pannelli solari, marchio di fabbrica del progetto EcoMostre, che si propone di portare la fruizione dell’arte fuori dagli spazi convenzionali e all’aperto – mai così necessario di questi tempi – con modalità originali, agili e green.

Tutto molto bello.

 

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