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Il Bar Mita e il Giardino sotto il Naso: a Lequile insoliti cocktails selvatici | TricaricOvunque

Cose da fare dopo la quarantenta? Io lo so, Io lo so! E vi do cinque indizi: erbette, cocktail, giardino e Mita. Ok, tutto ciò non può portare altro che ad una sola risposta: Betty ed Elia.

Per chi ancora non fosse a conoscenza di tale meraviglia, avviso subito i miei lettori che ad una manciata di km da Lecce, a Lequile, c’è un posto che vi lascerà a bocca aperta. Premettiamo subito che io non sono mai stata un’amante dei luoghi caotici e della folla (ancora mi chiedo come abbia fatto a sopravvivere al concerto dei Rolling Stones a Roma, quel famoso 2014, al Circo Massimo). Amo il contatto autentico con le persone, la sana chiacchiera, la cena in una tavolata nel mood  concreto del termine “tarallucci e vino”. Ecco, se capite perfettamente il mio pathos allora, con il cuore in mano, amerete questa storia.

Non sono una che scrive per fare complimenti, sono sempre abbastanza scettica su chi lo fa, ma questo mio spirito sincero mi porta oggi a raccontarvi la storia del Bar Mita. Perché lo faccio oggi? Sabato, in tv, ho visto che il programma della Rai, Linea Verde, ha dedicato loro un servizio. Quindi, perché io che conosco e che ho toccato con mano le cannucce bio e le erbette non posso farlo?

Questo posto, in realtà, mi ricorda tanto Le Soeurs Anglaises, nel sud della Francia, di cui vi parlai tempo fa, ma torniamo a noi.

Eccoci, dunque.

L’estate scorsa, sono stata invitata a prendere una boccata d’aria fresca e a condividere “una cosa da bere” proprio da Betty: un modo per incontrarsi e lasciare da parte le ansie del lavoro. Arrivata a Lequile, in una di queste stradine che sembrano condurre in una dimensione parallela, giungo in questa masseria. L’atmosfera è quelle genuina che solo il Salento riesce ancora a far rimanere alterata. 

Come in una scena rocambolesca alla “Alice nel Paese delle Meraviglie”, dopo scale e porte magiche, mi lascio letteralmente conquistare dall’angolo del “Bar Mita”, il più figo (si può dire?) speakeasy del Salento. 

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Elia, con la sua maestria da bartender professionale, non perde tempo e con la sua ironia inizia a maneggiare e preparare cocktail che, credetemi, non si possono descrivere. Un ritorno alla natura sposa questo momento di relax: ogni bicchiere è avvalorato dalla storia degli ingredienti che lo compongono e dal sapore intenso delle erbette che rendono unici i cocktails.

Sono sincera nel dire che non avevo mai bevuto nulla di più straordinario in nessuno dei miei viaggi: probabilmente il segreto stava nel sapore, un concentrato di terra, natura e creatività. Spero di non aver rivelato alcun segreto.

Ma pazienza.

Chi sono Betty ed Elia, vi starete – sicuramente – chiedendo. Ecco, coppia perfetta nel vero senso della parola e loro si descrivono proprio così:

Un bartender professionista e un’animatrice ambientale, due appassionati di cocktail ed erbe spontanee e innamorati della loro terra, la Puglia.

In realtà sono i creatori di 3 prodotti unici: Satiro, l’amaro di Santoreggia Pugliese (raccolta nel Parco Otranto-Leuca), Pineta, il liquore di baby pigne di Pino d’Aleppo (raccolte nel Parco di Torcito) e il Vermouth Mita, prodotto con vino Verdeca salentino e 60 botaniche, tra cui elicriso, santoreggia e ulivo. Ecco, insomma, una cosa pazzesca.

L’esperienza che ho vissuto con loro, in quel caldo pomeriggio d’estate è racchiuso in questa frase: “Erbe da bere, dalla pianta al bicchiere “, un viaggio attraverso le piante spontanee e aromatiche che utilizzano nelle preparazioni. Sì, la loro filosofia parte dalla raccolta delle erbe spontanee, specialmente quelle erbe aromatiche della nostra macchia mediterranea, le essiccano e le lavorono per produrre sciroppi di zucchero, infusi e liquori, da miscelare poi nei cocktail “selvatici”.

La mia promessa è diventata la loro promessa: quanto prima occorre rivedersi, abbracciarsi e sorseggiare insieme le loro nuove invenzioni. Se volete capirci qualcosa di più e lasciarvi conquistare da questo mondo, vi consiglio anche il loro canale YouTube. 

 

 

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