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Attraverso il Castello: alla scoperta del castello Carlo V di Lecce | TricaricOvunque

Ci sono delle esperienze che arricchiscono e completano quello che è il rapporto che ognuno ha con la città che vive e questa storia ne è la prova. Nella mia seconda casa, a Lecce, c’è un tesoro inestimabile, il Castello Carlo V.

Lecce, si sa, è una città indescrivibile: ricca di storia e di bellezza che una vita intera non basterebbe per scoprire tutto! Un tassello di questa immensa città è costituito dal Castello Carlo V. Non serve solo ammirarlo da fuori: entrarci è un’avventura a 360°. Ecco, questo è ciò che ho vissuto grazie all’iniziativa Attraverso il Castello. 

Piazza d’Armi, area archeologica

Attraverso il Castello

Oggi, grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce, Taranto e le associazioni culturali 34° Fuso e The Monuments People, è nato il progetto di valorizzazione “Attraverso il Castello” non solo per rendere sempre più fruibile un luogo di cultura, soprattutto per farlo divenire un vero e proprio punto di riferimento per l’intera comunità, uno spazio aperto a chiunque voglia dare sfogo alle proprie idee. 

Sara Foti Sciavaliere, la super guida abilitata, le esperienze virtuali e le proiezioni immersive hanno fatto sì che io vivessi un emozionante viaggio nella storia di uno dei luoghi simbolo della città.

L’avventura inizia al centro della Piazza D’Armi del Castello dove è visibile un’area archeologica nella quale sono emerse le testimonianze più antiche del castello databili tra l’XI e il XII secolo. Proprio qui, prendo in dono le chiavi del castello e una miniatura di Giangacomo dell’Acaya, artefice della cinta muraria, vero protagonista di questo tour.

Carlo V e Giangiacomo dell’Acaya

Il Castello Carlo V deve il suo nome all’Imperatore che nel 1537 ne ordino l’ampliamento attorno alla struttura medievale edificata da “Riccardo normanno”, conte di Lecce. Forse non tutti sanno che il castello è la più grande struttura fortificata pugliese, testimonianza di due epoche: quella normanna per il nucleo interno con le torri Magistra e Mozza e la cinta esterna, trapezoidale con i quattro bastioni a forma lanceolata, costruita appunto da Giangiacomo dell’Acaya per volere di Carlo V.

La guida, Sara, illustra le caratteristiche del Castello

Da qui, il tour continua nelle gallerie sotterranee: quella sud, lunga circa 84 metri, aveva la funzione di difendere il Castello dal basso, in caso di attacco nemico. La galleria est, attualmente non fruibile, lunga 77 metri, rappresentava un’area molto importante del castello in quanto ospitava un sistema complesso per la raccolta dell’acqua piovana con vasche, pozzi e cisterne. 

Galleria Sotterranea

Ancora oggi, nelle gallerie sono visibili i segni della presenza militare all’interno del castello: agli inizi del XX secolo infatti il Castello ritornò ad essere un presidio militare e una parte della struttura divenne rifugio antiaereo.

Un viaggio nella storia di questa terra straordinaria. E che dire della maestosa rampa necessaria ad issare i cannoni in sicurezza, utili alla difesa? O della Cappella di Santa Barbara, eretta intorno al 1571? All’interno del castello vi è cappella dedicata alla santa invocata da minatori e artiglieri. Impossibile da non citare le prigioni che rappresentano un vero e proprio tuffo nel passato.

Le prigioni

Nel seminterrato della Torre Mozza si trova l’antica prigione, con numerose incisioni graffite sulle pareti, realizzate con ossa di scarto alimentare. La vita dei prigionieri, le loro origini, le speranze sono ancora incise lì, visibili agli occhi dei visitatori curiosi. Tra le incisioni molte sono legate al sacro, altre agli stemmi di famiglia, ai simboli di libertà ed eternità. Immancabili, le tacche segnatempo simbolo di un tempo infinito e prigioniero. 

Incisioni all’interno delle prigioni

Ancora, avulso dal contesto, ma ricco di significato per il nostro territorio, adiacente a Piazza d’Armi vi è ora il Museo della Cartapesta, nato con l’intento di far conoscere la storia di quest’arte a partire dal XVIII secolo. 

Volto in cartapesta

Tutte queste nozioni e tante altre ora mi appartengono che mi fanno guardare ciò che mi sta attorno con occhi diversi.

Dunque, io ho ricevuto in dono la Chiave del Castello e con il benestare di Giangiacomo dell’Acaya ve la cedo, per farvi esplorare gratuitamente questo angolo della città che non si può non conoscere. Fidatevi di me, ne vale davvero la pena. Chi ci sta? 

La chiave per scoprire il castello

Il castello è aperto tutti i giorni, le visite guidate sono disponibili il lunedì, il giovedì e il venerdì, alle 11 e alle 16, e il sabato e la domenica alle 10.30 – 12, 16 – 17.30.

 

Eleonora Tricarico

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