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Anatomia dei sentimenti: dall’Aorta alla Z, le storie che abbiamo il dovere di sentire

Quelle cose che colpiscono al cuore. 

Un’antologia, un’enciclopedia, un matrimonio perfetto tra parole e immagini. Ho preso tra le mani “Anatomia dei Sentimenti”, un piccolo capolavoro della scrittura, un trionfo di visioni. Come si fa a capire se una cosa è “bella” o meno?

La bellezza è universale e alquanto soggettiva, è quella cosa che ti arricchisce e ti entra dentro. Ho letto tutto d’un fiato e ad alta voce le lettere dei sentimenti.  Ne è venuta fuori una riflessione e un andare di emozioni.

È questo, per me, il concetto di bellezza.

Un insieme in matematica è un raggruppamento di elementi di qualsiasi tipo, logico o concettuale, che può essere individuato mediante una caratteristica comune agli elementi.

Claudia e Giulia, un insieme. Perfetto. Da qui, le mie domande.

Anatomie è un progetto ambizioso, è un’enciclopedia che inizia dalla parte tangibile di noi per arrivare a quella immateriale, i sentimenti.

  • Non sappiamo pensare in astratto. Pensiamo con il corpo che ha una sua memoria e una sua narrativa che vanno ascoltate minuziosamente. Anatomia dei Sentimenti è il frutto di questa indagine. Più che un’enciclopedia è un abecedario: ha uno svolgimento semplice, torna ai principi del lavoro elementare anche se si interroga sull’aspetto più insondabile della vita umana.

Quattro mani, due persone scomposte. Cosa ha unito questo immenso quadro?

  • La disperazione. Abbiamo studiato per due anni “Editoria e Scrittura” al La Sapienza di Roma e abbiamo vissuto insieme per altri due anni a la Garbatella. Ci siamo sopportate durante gli anni peggiori delle nostre relazioni amorose e solo quando abbiamo lasciato Roma, che si legge anche amoR, abbiamo potuto guardare le cose con la giusta distanza fisica ed emotiva e tirare le somme attraverso la scrittura e la fotografia.

Il racconto assume una duplice forma e passa sia dai testi che dalle immagini: come si incastrano i contenuti con le parti del corpo?

  • I racconti e le foto sono legati a doppio filo a una parte del corpo e ad una lettera dell’alfabeto. In alcuni racconti la parte del corpo prende voce e racconta una storia dal suo punto di vista, in altri invece il racconto si concentra su quella parte del corpo specifica facendone oggetto di interesse. La maggior parte dei racconti sono legati tra loro, la C di Clavicola che è l’osso parlante è legata alla T di Trapezio di cui invece parla Lorenzo. Alla Z del gruppo sanguigno Zero si ritrovano tutti. La produzione e la scelta delle immagini non è didascalica: gli occhi percepiscono parte di racconti personali e condivisi.

Quale capitolo rappresenta di più Giulia e quale Claudia?

  • In ogni capitolo, anche quelli del tutto inventati, c’è un pezzo di storia di ognuna di noi. Claudia è la musa di Punto G, Giulia si riconosce in Retina.

Proposte e prospettive per il futuro

  • Stiamo pensando di realizzare altre “Anatomie” con la stessa formula: racconti e immagini legate da un sistema immediatamente intellegibile come può essere l’alfabeto. Scrittura e fotografia diventano una lente di ingrandimento: dalle conoscenze universali alle piccole storie, uno sguardo minuto e prezioso che appartiene a tutti.

Ho scoperto questo mondo su anatomielab.it dove si legge:

Anatomie è una coppia scostante composta da Claudia Gori, fotografa e intimista, e Giulia Maria Falzea, autrice e refrattaria.

Scrittura e fotografia diventano una lente di ingrandimento: dalle conoscenze universali alle piccole storie, uno sguardo minuto e prezioso che appartiene a tutti.

Ed io di queste storie, non ne posso fare a meno.

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