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Amori e dintorni. Storie di altri disastri | TricaricOvunque

Sono giorni che la penso.

Quando ero in Polonia, avrei tanto voluto fare quella chiamata che, alla fine, non ho fatto più. Ogni giorno pensavo ‘ La devo chiamare’, ma il pensiero era più labile e sfuggente del tuo capo d’abbigliamento preferito ai saldi. 

Ieri, con gli acciacchi tipici di noi trentenni (“e che sarà mai uno spritz in più” cit), prendo il telefono e finalmente: “Nonnaaaa”. 

“Beato chi ti vede e chi ti sente” – inizia così la chiacchierata tra me e la nonna Graziella. Non era un rimprovero, ma un dato di fatto. Non sono una brava nipote e una brava sorella a tratti, sono sfuggente e vivo nel mio caos creativo. Non riesco ad avere quei gesti costanti e carini della telefonata di rito, del messaggino del buongiorno. Ogni tanto ci provo, ma non vi è costanza nel mio rude romanticismo. 

“Mi devi dire qualcosa?” – lapidaria, arriva la domanda. “No, Nonna. Solo dirti che mi manchi e che verrò a trovarti.”

È vero, sono un disastro in alcune cose, ma poi sono in grado di recuperare alla grande. È per questo che poi scappa il perdono facile. Meritato, ma facile.

Ti sei trovata il fidanzato?” – alla fine, cede alla domanda.

NONE, Nonna. Ma che dici? Lo sapresti. Non è tempo ancora.”

“Non è tempo per te, ma il tempo sta arrivando. Sai, Eleonora, tu ora dici così, ma a 30 anni non credere che andrà poi sempre meglio. Già fai una vita che per starti dietro ‘tocca fuscene‘ (trad. devono correre) e tu ti ostini a non volerne sapere. Ma tanto, cara mia, vedrai.”

La profezia della Nonna è stata chiara. Non ho bisogno di spiegarle nulla, mi vede poco, ma sa già tanto. È lei quella che, dopo ogni viaggio, cuce la toppa sullo zaino ed è quella che apre la porta quando mi auto-invito a pranzo. “Polpettine in brodo che ti piacciono tanto” mi dice.

Il fatto è che possiamo dirci tante volte che non sappiamo amare e che alcune cose della propria vita siano un disastro, ma fino a quando abbiamo avuto questo, allora dovremmo spegnere ogni tipo di lamentela. 

“Sai, Nonna. Ho prenotato un altro viaggio. Così, d’istinto.”

“E dove vai? Ma, soprattutto, con chi vai?”

“Eh. Immagina. Sai. Sai chi è la cura ai miei disastri amorosi. Che poi, in fondo, com’era? Ah già, nessuno si salva da solo”. 

 

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