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Assaggio di-vino: la cantina Apollonio Vini a Lecce

“Quanti bicchieri te mieru me bbiu
tanti pensieri te capu me lleu.
Mieru mieru mieru lallà”

Recita così una famosa canzone popolare salentina dedicata al vino, lu mieru, che “toglie i pensieri dalla testa” delle persone. Ebbene sì, il vino è un sacralità nella cultura salentina, sia tra i giovani che tra i più adulti che da sempre accompagnano ai pasti un buon bicchiere di vino rosso. Certo, bianco se si tratta di pesce e rosato che, come il nero, sta bene con tutto. Il vino, dunque, compagno di vita di noi salentini, non si fa certo desiderare. Anzi, non è affatto raro perdersi in un vigneto  e ritrovarsi a vendemmiare e a pigiare l’uva a settembre come ormai solo nei film si vede. Per noi, il vino è cultura e parte di noi stessi.

Per questo motivo, non potevo di certo lasciarmi sfuggire l’occasione di andare a degustare in loco dei vini pregiati. Eccomi quindi presso una cantina vinicola storica del Salento: a Monteroni, a pochi passi da Lecce, nella cantina Apollonio. Con un gran sorriso, mi accoglie Giorgia, la responsabile del  tour che comincia a raccontare la storia dell’azienda fatta di terra e passione e  racconta come questo sia un lavoro portato avanti da generazioni. Nei suoi racconti emerge un particolare che non mi ha lasciato affatto indifferente: tra le bottiglie ne notiamo una speciale, una di quelle che non si beve più ma che è la più pregiata tra tutte.

Dal punto di vista sentimentale, una bottiglia con l’etichetta speciale per nascita di Salvatore Apollonio nel 1938 fa sì che questa azienda ci entri nel cuore. “Dal punto di vista prettamente enologico, invece, il segreto dell’attuale successo dell’azienda Apollonio risiede nella capacità di Marcello e Massimiliano, figli di Salvatore, di fare il vino seguendo le antiche regole della vinificazione e valorizzando i vitigni identitari del Salento, ma senza tradire le esigenze di rinnovamento imposte dai nuovi gusti dei consumatori”. 

E continuiamo il tour.

Mi viene spiegato come invecchia un vino, come si fa a capire se è pregiato o meno e tutte le tecniche di conservazione. Visito  poi i sotterranei dell’azienda dove le pareti trasudano, ancora una volta, storia e passione.

Faccio il giro tra le infinite barriques mentre Giorgia spiega il fondamentale ruolo delle stesse. Passeggiamo tra le botti, i premi di qualità ricevuti  e le bottiglie piene di vino che aspettano, sapientemente e pazientemente, di invecchiare a dovere. Facendoci largo tra questo inebriante odore di vino, ecco che ai nostri occhi appare una sorpresa. Va bene, è un segreto forse. Ma tra noi, in fondo, segreti non ce ne sono. Tra le barriques, dunque, scoviamo un tavolo pronto ad accogliere nuoker e visitatori da tutto il mondo. Quindi, che la degustazione abbia inizio!

Non volendo farsi mancare nulla, chiedo di assaggiare “un vino per ogni colore”.  Ed eccomi accontentata. Giorgia, inseparabile compagna del tour, mi presenta un bianco, il Mani del Sud Salice Salentino Bianco, e mi spiega le caratteristiche:  annata 2014, D.O.P., all’ 80% Chardonnay e al 20% Sauvignon, è stato conservato 3 mesi in una barrique di Acacia del Sauvignon, per poi essere assemblato e imbottigliato nella primavera successiva. Il colore di tale vino è giallo chiaro/dorato, profumato, dai sentori floreali ed erbacei

E aggiunge che gli abbinamenti consigliati sono: formaggi freschi, carni bianche, pesce.

Continuiamo con una new entry dell’azienda: Elfo Susumaniello rosato (annata 2015, susumaniello in purezza, dal colore rosa corallo, fruttato, fresco e delicato al palato). Anche qui, Giorgia aggiunge che è l’ideale per l’aperitivo estivo. 

Ultimo assaggio, ma non per questo meno importante: Terragnolo Primitivo (rosso, annata 2011; primitivo in purezza, affinamento: 12 mesi in barrique americane, dal colore rosso rubino, si presenta corposo e strutturato, speziato e fruttato). Ottimo con carne rossa e cacciagione.

Giorgia spiega che agitando il bicchiere è importante notare come il vino lasci traccia di sé: la sua corposità si evince proprio da qui. Tante belle nozioni e tante belle scoperte, oggi: ubriaca di felicità, saluto Giorgia e  la cantina Apollonio. Proprio qui, dove la famiglia Apollonio è riuscita a fare della propria passione un lavoro divino.

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