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Erasmustory | Ma voi lo ricordate il primo giorno da Erasmus? | TricaricOvunque

Questa notte non riuscivo a dormire.

Ed io lo so perché: questo accade quando, nell’arco della giornata, nomino troppe volte la parola ‘Londra’. Da quella che era quasi un’ ossessione al ricordo di mesi fantastici, un sano sentimento in cuor mio che quanto accaduto dovrò cercare di proteggerlo quanto più possibile. Ahi, l’Erasmus!

Chi non è ‘Erasmus’, lo so, non può capire: non si può spiegare la sensazione che si prova nel momento in cui entri nell’aeroporto, in quel limbo, in quella porta verso il mondo ‘degli altri’. È strano essere Erasmus: parti con la consapevolezza che tornerai totalmente diversa, che niente e nessuno potranno farti passare nuovamente dal via. 

Ecco, io lo so cosa sta accadendo in questo momento: se tu, sì tu che mi stai leggendo, sai quello di cui sto parlando, ora stringi le labbra in un sorriso dolce e amaro, malinconico e gioioso. E chi lo sa!? Magari stai già proiettando nella tua testa quella che era la tua vita a Barcellona.

Io ci penso ancora e quando lo faccio, mi viene un autentico colpo al cuore. Ma no, non è un modo di dire, lo sento che esplode in un battito nostalgico. Ahi, l’Erasmus! Ahi, quanti anni in pochi mesi! 

Il fatto è che, quando sei Erasmus, puoi solo appartenere a due categorie:

  • Quelli del pianto ‘prima’
  • Quelli del pianto ‘dopo’

La mia categoria è, ça va sans dire, la seconda. Nel corso del mio Erasmus non ho versato una lacrima: nessun ripensamento, nessuna tristezza, nessun ‘machimelohafattofare’. Io volevo viverla Londra, io la desideravo quell’esperienza, io dovevo affrontare la mia vita ripensando all’Erasmus.

Il problema reale è il rientro: ricordo quando tornai, ahi, che dolori. Anche qui, la patologia è specifica, figlia di una scienza esatta e tangibile. quella comunemente definita ‘depressione post-Erasmus’. Una sola cura: il tempo. Per il dosaggio, invece, eh. Una tragedia.

Quello che non mi ha fatto dormire la scorsa notte, è veramente e totalmente difficile da delineare. Non è più il pensiero in sé: Londra è mia, ormai, mi appartiene. Il fatto è che, per un attimo, ho rivissuto in maniera talmente realistica nella mia mente, il mio primo giorno da Erasmus

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Dov’è diretta, Signorina? – “A Wimbledon, Mister!”

È così, che un cabman, mi accoglie, appena scesa da Victoria Station. Un delizioso accento inglese, in un cab nero, è il primo reale approccio con la mia Londra.

“Che ci fai qua?” – “Sono in Erasmus, lavorerò presso una compagnia. Io… Io… Non so… Sono emozionata.”

Non riesco a trattenere il mio entusiasmo, una gioia latente e perenne è intervallata da un ‘speriamo che vada tutto bene’. Mi allontano così dal traffico cittadino, mi sposto dalla city al quartiere residenziale per eccellenza. Ahi Wimbledon, anche tu, come New York, quanti danni hai fatto.

Si ferma qui, il taxi, in sto viale lungo lungo che conduce a Kingston upon Thames. Come in un perfetto film romantico americano, scendo con la mia valigia e apro il cancelletto di questa splendida casa inglese. Fa molto freddo, la porta bianca con una grande ghirlanda mi osserva. Suono il campanello, dalle vetrate si scorge un salotto accogliente e una tv accesa.  Mi apre la porta Yvonne, la mia futura capa che ha deciso di ospitarmi a casa sua per qualche giorno, in attesa che io trovi una sistemazione. Mi fa accomodare sul suo divano color amaranto e mi dice che, in attesa del mio arrivo, ha preparato un’insalata di patate.

Entro in cucina e mi siedo su questa penisola adatta alle colazioni, mi guardo attorno, sono curiosa e voglio scoprire tutto! Guardo in alto, in basso, seguo con lo sguardo Yvonne, mi giro sulla sinistra e guardo i quadretti appesi al muro. Arrossisco.

“E questo?” – “Sì, l’Italia! Quello è il castello di Gallipoli, a mio marito piace tenerlo qui.”

Nel posto giusto, secondo una fisica esatta delle cose.

“Sono a Londra, è successo veramente”. E con questo pensiero che, a letto, chiudo gli occhi in attesa della mia vita da Erasmus.

Grazie. 🌸

Hai già letto: Le 20 cose che ho imparato vivendo a Londra?

 

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